Giuseppe Marchiori
Giuseppe Marchiori
Uno dei maggiori critici d’arte italiani del nostro secolo, Giuseppe Marchiori, nacque a Lendinara nel 1901 in una famiglia che da diverse generazioni si interessava di arte e possedeva un cospicuo patrimonio artistico e librario.
Permeato da un tale spirito, Marchiori si dedicò sin da giovanissimo alla scrittura ed alla poesia, più tardi alla pittura, pur frequentando i corsi universitari di scienze politiche.
A partire dagli anni ’30 cominciò a collaborare con il “Corriere Padano”, dando inizio alla sua attività di critico, che lo portò ad incontrare e conoscere numerosi artisti italiani e stranieri del tempo.
Con alcuni di loro (Renato Birolli, Giorgio Morandi, Emilio Vedova…) Marchiori intrattenne stretti rapporti epistolari, non solo sul piano professionale, ma anche su quello personale e privato.
Preziose testimonianze di queste amichevoli confidenze e divagazioni sono le lettere, gran parte delle quali confluite nell’archivio conservato presso la Biblioteca Comunale di Lendinara, che seguono le tappe della crescita professionale ed artistica di pittori e scultori che fu proprio Marchiori, talvolta, a scoprire e portare alla ribalta.
Articolista infaticabile, Marchiori si accinse anche alla stesura di monografie degli artisti più amati e ne curò i cataloghi.
Dopo la II Guerra Mondiale, a Venezia, dove soggiornò per lunghi periodi, insieme a Birolli e ad altri artisti fondò la Nuova Secessione Artistica Italiana – in seguito Fronte Nuovo delle Arti – che si sciolse nel 1950 per attriti tra gli artisti e ostilità della critica coeva.
Instancabile lavoratore, continuò a scrivere, a tenere conferenze, ad organizzare mostre e dibattiti, a viaggiare in tutta Europa, registrando in un diario, ancora inedito, le sue sensazioni e considerazioni, sempre aliene da compromessi e ricche di intuizioni geniali.
Molte le pagine – ufficiali e non – lasciateci da Marchiori, scritte in uno stile piacevole, talvolta ironico, sempre brillante e carismatico, che tratteggia la figura di un uomo dai molti interessi, che ha proseguito la sua attività a pieno ritmo fino alla fine dei suoi giorni, nel 1982.
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Foto tratta dal libro: LENDINARA - Notizie e immagini per una storia dei beni artistici e librari - L163
a cura di: P.L. Bagatin - P. Pizzamano - B. Rigobello (Editrice CANOVA - Treviso)
su gentile concessione di P.L. Bagatin
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