L’arte di Licini e quella di Pagani
Alla BIT di Milano le Marche hanno sciorinato il più e il meglio delle prossime offerte turistiche. Ed il Piceno ha puntato sull’arte. La Provincia, dopo il successo riscosso lo scorso anno, nella prima edizione, punta ancora, dalla prossima primavera in poi, su «Saggi e paesaggi» come ampio e poliedrico contenitore.
«Saggi e paesaggi» che fa capo all’assessore Olimpia Gobbi, è una formula vincente che include nell’accezione ‘paesaggio’, il paesaggio fisico ed il paesaggio umano, e propone insieme, come ‘paesaggio’, ogni espressione d’arte, dalla più tradizionale alla più innovativa. Ma qui, a Milano, «Saggi e Paesaggi» è stato soprattutto arte: l’arte più alta e più nostra. Con due grossi nomi e due grossi eventi che abbracciano e uniscono la Provincia: Osvaldo Licini e l’«Errante, erotico, eretico», pacchetto di vari incontri, e Vincenzo Pagani e la mostra «Un pittore devoto tra Crivelli e Raffaello».
Il 2008 è infatti l’anno di Licini e Ascoli si prepara da tempo a celebrarlo, nel modo più degno, cogliendo l’occasione per rilanciarlo e rivalutarlo in ogni suo aspetto. Con Ascoli lavora per Licini anche Monte Vidon Corrado, paese natio dell’artista.
Ascoli onora il poetico autore di Amalassunte, con la mostra «Osvaldo Licini dalle Marche all’Europa» (Galleria d’Arte Contemporanea, dal 18 aprile al 4 novembre) curata da Elena Pontiggia e Enrica Torelli Landini. La mostra raccoglie la produzione artistica di un autore visionario e vibrante, ben radicato nella sua terra d’origine e insieme errante.
Monte Vidon Corrado, nella casa museo dell’artista, fa spazio alla seconda mostra «Osvaldo Licini da Monte Vidon Corrado: paesaggi e dimora, dipinti e disegni» incentrata sui lavori d’esordio dell’artista, costruiti soprattutto di appunti, opere e fotografie.
Fermo, invece, si concentra su Vincenzo Pagani con una bella esposizione curata da Vittorio Sgarbi (a Palazzo dei Priori dal 31 maggio al 9 novembre). In mostra inediti affascinanti, interessanti per lo spirito evocativo ed il rispetto per le bellezze, sia naturali, sia sacre. Sgarbi pone a confronto opere di Pagani con opere di Raffaello e Crivelli, per una nuova ed esaltante lettura della produzione aristica del pittore piceno.
[Fonte: Franca Maroni, il Resto del Carlino 26 febbraio 2008]
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