La casa di Licini, ricordi ed emozioni
Il paese si dona ai turisti mostrando le mura che hanno accolto nel proprio grembo una delle figure di artista più grandi del novecento, Osvaldo Licini. Le Marche rendono omaggio al pittore morto a 64 anni con due mostre una che si tiene nel Polo Culturale di Sant’Agostino ad Ascoli e l’altra a Monte Vidon Corrado presso il Centro Studi Licini e nella sua casa natale. L’affluenza di pubblico ai due eventi è stata, già, nei primi due giorni, altissima. La mostra di Ascoli è stata visitata da moltissimi turisti anche stranieri, mentre tante persone soprattutto del Fermano e del maceratese hanno affollato quella di Monte Vidon Corrado.
La casa di Osvaldo Licini, il genio delle Amalasunte, si apre sulla piccola piazza adiacente il municipio di Monte Vidon Corrado nel centro storico della città. Gli eleganti edifici civili con le decorazioni in cotto del XV secolo gli fanno da cornice. La gente si accalca sull’uscio, nel primo giorno delle celebrazioni liciniane, per poter visitare l’abitazione del grande Maestro del novecento. Curiosità di vedere di quali oggetti si è circondato nei suoi anni a Monte Vidon Corrado che lo ha visto per molto tempo nel ruolo di primo cittadino di quel centro devastato nel 1398 dal conte di Carrar. La casa abitata da Licini è su due piani più lo scantinato. Dentro, nonostante siano passati cinquant’anni dalla sua morte è possibile rivivere, attraverso i pochi oggetti di vita quotidiana che la arredano l’atmosfera che lo ha circondato. Le scritte sul muro sono oltre che uno spaccato della vita del grande artista anche emozionanti istallazioni pittoriche. Così come è strepitoso il frac nero appeso sulla parete arancione in una delle camere. Anche il larghissimo bagno ricrea l’atmosfera per conoscere meglio l’artista.
La casa, una dimora padronale settecentesca, si apre con una magnifica terrazza sulle colline circostanti. Dalle finestre ci si affaccia sui Sibillini e ci si tuffa in tutta la loro bellezza. Un panorama che ha “pesato” nelle opere di Licini che lo hanno riconsegnato ad ognuno di noi in tutta la sua pienezza. Le stanze, in occasione della mostra, sono state allestite con il mobilio donato da Caterina Celi Hellström. La camera da letto è stata decorata con una Archipittura da Licini, unico affresco che si conosca dell’artista insieme a quello che campeggia sul soffitto del vano scale, e che rappresentano le uniche due pitture parietali. Si passa poi nello studio e infine nella cantina con volte in laterizio. Le pareti della casa ospitano foto, tante di loro inedite, di Osvaldo Licini. Lo ritraggono insieme a personaggi più o meno famosi del tempo. Alcune sono tratte dal volume Osvaldo Licini: rivisitazione ambientale di Alfredo Cifani con introduzione di Luigi Dania e testo critico di Daniela Simoni.
[Fonte: Diana Marilungo, il Messaggero 20 aprile 2008]
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