Sgarbi: “Voglio la mostra di Licini a Milano”

“Le faccio i miei complimenti per la gestione dei musei civici. Finalmente i vostri luoghi d’arte sono presidiati attivamente da personale qualificato”. Il professor Vittorio Sgarbi si è espresso così davanti al sindaco Celani e agli operatori museali che lo hanno accompagnato durante il blitz a sorpresa nella città delle cento torri. Il noto critico d’arte è giunto venerdì notte intorno all’una e trenta insieme al finanziere Micheli e alla sua compagna. Ad aspettare la comitiva c’erano Stefano Papetti e Modesto Corradi, rispettivamente direttore artistico e amministrativo dei musei civici, gli operatori delle tre cooperative, Integra, Pulchra e Piceno Con Noi, che gestiscono i contenitori culturali della città.

L’assessore alla cultura del comune di Milano non ha perso tempo ed ha chiesto e ottenuto l’apertura straordinaria della Galleria d’Arte Contemporanea “Osvaldo Licini” per ammirare la mostra del pittore di Monte Vidon Corrado che ha definito un artista di respiro internazionale. Sgarbi è rimasto talmente meravigliato dalle opere di Licini che ha avanzato l’ipotesi di poter allestire l’esposizione nel capoluogo lombardo. Intorno alle 2.30 l’ospite ha visitato il museo della Ceramica dove è tuttora in corso la mostra di numerose opere, provenienti da molte città italiane, che hanno ottenuto il riconoscimento dop (denominazione di origine protetta). Il critico d’arte, che ha molto apprezzato le ceramiche di Castelli e le manifatture di Paci, Spada e Matricardi, è rimasto colpito soprattutto dal chiostro interno di San Tommaso che è stato illuminato per l’occasione.

Ieri, dopo aver pernottato in un esclusivo City Hotel di Corso Mazzini, l’elegante e splendida Residenza 100 Torri, il professor Sgarbi ha proseguito la sua visita. Prima tappa è stata la chiesa romanica di San Tommaso Apostolo. Qui il critico d’arte è stato ricevuto da don Giuseppe Sergiacomi, il fratello dello scultore offidano Romoaldo, morto nel 1994, che a Sgarbi, diversi anni fa, regalò un mezzobusto di Erode. Il parroco ha omaggiato l’ospite con due libri. Il tour del professore ha toccato anche la chiesa di San Pietro Martire. Grazie a don Emidio Fattori, Sgarbi ha potuto osservare da vicino la reliquia della Sacra Corona di Spine che giunse ad Ascoli molti secoli fa inserita in una piccola teca sorretta da un angelo d’argento. “Questa custodia è di rara bellezza” ha volte detto il professore ai presenti. Vittorio Sgarbi ha fatto tappa anche nella chiesa dei santi Vincenzo e Anastasio dove ad aspettarlo c’era il sindaco Piero Celani. Dopo aver scherzato con il primo cittadino, definendolo “sotto sotto un comunista”, l’assessore alla cultura del comune di Milano si è soffermato lungamente sulla questione riguardante la gestione dei musei e delle chiese. “In questo senso sono stati fatti passi da gigante. Si è fatta un’attenta riflessione ed ora si stanno ottenendo buoni risultati che sono agli occhi di tutti”.

A tal proposito, dal 1 gennaio i musei civici vengono gestiti da tre cooperative che promuovono la città attraverso particolari pacchetti turistici. In tutto sono sette gli operatori museali che lavorano nel circuito: quattro in Pinacoteca, due nella galleria d’arte contemporanea “Osvaldo Licini” e uno nel museo della Ceramica. A questi bisogna aggiungersi i supporti occasionali che vengono chiamati nei periodi di maggior afflusso. Tra una chiesa e l’altra il professor Sgarbi è stato accolto con molto entusiasmo dagli ascolani. Una delegazione di giovani cuochi si è fatta fotografare con lui.

“Ascoli presenta opere d’arte integre e monocrome dove i restauri hanno rispettato pienamente la storia - ha ribadito l’ospite - Con il tempo la città è diventata maggiormente bella, pulita e accogliente”.

Sgarbi ha poi definito la chiesa di S. Angelo Magno la più bella delle Marche. Con scala e mezzi di fortuna il critico d’arte è riuscito ad ammirare gli affreschi duecenteschi posti sopra la cupola. Nella chiesa di S. Angelo Magno il professore ha conosciuto anche la figlia di Osvaldo Licini. Passando per piazza Arringo, dove si svolge Fritto misto, Sgarbi ha strabuzzato gli occhi: “Questi stand sono bruttissimi, ma bisogna essere indulgenti nei confronti di queste manifestazioni”. L’ultima battuta il professore se l’è tenuta per il Polittico di Carlo Crivelli, conservato nella Cappella del Sacramento della Cattedrale di Sant’Emidio. “E’ un capolavoro straordinario”. L’ultimo monumento visitato è stato il Battistero, poi Sgarbi è ripartito in elicottero dal campo Bracciolani.

[Fonte: Mauro Giorgi, Corriere Adriatico, 4 maggio 2008]


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