La marchigianità di Scipione, Licini e Cucchi

Luglio 12, 2008 pubblicato in Primo piano »

Osvaldo LiciniTerzetto di giganti in mostra da stasera al Centro Arti Visive Pescheria di Pesaro. Per la nostra regione, e per l’arte italiana tutta, i nomi di Scipione (da Macerata), Osvaldo Licini (da Monte Vidon Corrado) ed Enzo Cucchi (da Morro d’Alba) si declinano nel senso dell’innovazione e della bellezza. A questi tre rappresentanti di un sentire che ha radici molto particolari - poiché le Marche sono una regione sotto diversi profili originale e capace di dare spunti che viaggiano in più direzioni - è appunto dedicata la mostra intitolata Il segno marchigiano nell’arte del Novecento: Scipione, Licini e Cucchi, che si avvale del coordinamento di Ludovico Pratesi.
Attraverso le 42 opere che vengono presentate - giunte a Pesaro grazie a prestiti dal Mart di Rovereto, dalla Galleria Civica di Modena, dalla Gam di Torino e da collezioni private - si intendono dimostrare alcune relazioni tra i tre artisti. In particolare, come si legge in nota, «le affinità stilistiche ed espressive legate alla loro capacità di creare un immaginario fantastico, sospeso tra sogno e realtà, che si nutre di suggestioni provenienti dalla particolare posizione geografica delle Marche, circondate dagli Appennini e affacciate sul mare Adriatico». Una mostra che descrive più di 50 anni di storia dell’arte, con protagonisti che si passano il testimone di una visionarietà che prende il volo da un concreto attaccamento alla propria terra.
Orari di apertura: Pescheria dal martedì alla domenica 17,30-19,30/21-23, Palazzo Montani Antaldi sabato 10-12/17,30-19,30 e domenica 17,30-19,30. Fino al prossimo 14 settembre. Inaugurazione alle 19.

[Fonte: il Messaggero 12 luglio 2008]

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