La ballata del vecchio marinaio

Maggio 29, 2008 pubblicato in Contributi video »

LA BALLATA DEL VECCHIO MARINAIO
(liberamente tratto dall’omonima ballata di S.T. Coleridge)

SCHEDA TECNICA

ANNO DI REALIZZAZIONE: 2004

DURATA: 8′

Sceneggiatura, regia, ripresa, montaggio: Ilaria Pezone

SINOSSI
Animazione.
Un giovane invitato a un festino di nozze viene fermato da un vecchio marinaio e da questi trattenuto, contro la propria volontà, ad ascoltare la sua straordinaria avventura.
Così egli inizia la narrazione e racconta della sua nave che dopo la gioiosa partenza, giunge nelle estreme latitudini australi in un paesaggio di gelo e di desolazione e, assediata dai ghiacci, si imbatte in un albatro, uccello di buon augurio, riesce a disimpegnarsi e a dirigersi di nuovo, grazie a venti propizi, verso i più miti climi equatoriali.
Ma per un inesplicabile sussulto di gratuita perversità, il marinaio colpisce a morte il grande uccello. La nave allora entra in panne, i naviganti sono sottoposti ai tormenti della sete fino all’incontro con una nave fantasma sulla quale gli spettri giocano a dadi le vite dei marinai rapendole tutte tranne quella del vecchio marinaio, sul quale lo spettro “Vita-inMorte” ha la meglio.
Così, abbandonato nella sua nave tra i compagni morti, in acque inquietanti e magate, tra prodigi e dolore, il marinaio compie un lungo viaggio che si conclude magicamente al porto di partenza, dove la tragica nave infine s’inabissa lasciandolo solo superstite, con i suoi rimorsi. Grande metafora del poeta che, come il vecchio marinaio, è portatore di una oscura colpa, condannato come lui sempre a narrarla a qualcuno che la raccoglierà e se ne caricherà parte del peso.
La trama del libro è nel film filtrata da tre differenti chiavi di lettura (individuate a seguito di una ricerca scolastica) secondo cui comprendere il vero senso della narrazione.


Film “La ballata del vecchio marinaio” e chiavi di lettura

[...]= parti del film

Chiavi di lettura (tratte da un’introduzione alla Ballata di Ginevra Bompiani)
Metamorfosi = marinaio diviene poeta, il mondo la sua poesia; egli è il nuovo messaggero: attraverso il suo esempio, insegna “l’amore e il rispetto per tutte le cose che Dio ha creato ed ama.”
Il convitato, che prima viveva in un mondo confuso, faceva parte del tutto senza poterlo vedere dall’esterno, diviene nuovo personaggio, capace di osservare dal fuori il “tutto”.
Parte-tutto = Chi è nella parte non si rende conto di far parte del tutto; colui che è onniscente si estranea dal tutto, non può farne parte. Per tale ragione, nel film, la parte è costituita da persone viste da terra, il tutto da persone viste dall’alto.
La Parola = L’abatro è il verbo, ucciso incautamente. Così come l’albatro muore, secondo Coleridge, anche la Lingua naturale (inesprimibile, incomunicabile ma autentica, colei che coincide con la cosa stessa) muore nel metro della poesia, divenendo Lingua comune (svuotata del suo reale significato): il metro è allora lutto della Lingua naturale.
Il delitto del marinaio nei confronti del Verbo comporta un’espiazione, un riscatto, che altro non è se non la poesia, il continuo dover raccontare.

La Ballata si suddivide in sette parti così come anche nel film è facile individuare le sette differenti parti.
L’uso di opere di Licini come immagini di fondo non è casuale: dopo essermi documentata riguardo il suo operato artistico, ho riscontrato molte analogie con il pensiero di Coleridge:

  • innanzi tutto il far coincidere a personaggi parole e numeri (in Coleridge il concetto è espresso negli scritti relativi alla Lingua naturale);
  • il cuore in mano: Licini, mediante i suoi angeli ribelli offre il cuore, l’amore, che però non viene accettato. (Il marinaio-poeta è condannato “moralmente” a raccontare la sua storia, al fine di far riscoprire ad altri l’amore per il creato e l’amore del Creatore; ma è tremendamente difficile distogliere le persone dalla leggerezza del far parte del tutto);
  • la tematica del lutto in Licini ricorre frequentemente (personaggi nella luna) così come quella dell’Olandese volante (che nel periodo in cui venne scritta la Ballata era molto diffusa);
  • i demoni e gli angeli, irrealtà facilmente riconducibile a quanto narrato nella Ballata;
  • l’atmosfera marina nei dipinti di Licini è abbinabile al racconto di mare della Ballata.

1- Nella prima parte del film ci troviamo immersi nel mondo; noi, osservatori, facciamo parte del “tutto” insieme al convitato, che viene sottratto alla massa, un mondo di parole confuse, solo dall’esortazione del vecchio marinaio.
Quest’ultimo, infatti, richiama l’attenzione del convitato mediante il racconto, quasi metafisico, della sua metamorfosi: la narrazione assume via via una forma immaginaria, immette in un altro ambiente, reale ed irreale al tempo stesso ma comunque diverso dal mondo reale…[il cielo si anima]…
Il convitato ha paura ma deve ascoltarlo. La narrazione si concentra inizialmente sulla descrizione del cielo, che cambia aspetto, si anima; del sole, che sorge dal mare, a sinistra, per rigettarsi a destra; della nave, che procede verso sud, fino all’equatore; il giorno si alterna alla notte. Tra nebbia e ghiacci giunge l’albatro [il verbo, la croce, la “futura” maledizione], segno di buon auspicio per i naviganti; nei pressi dell’equatore il paesaggio cambia, il ghiaccio si spacca e l’albatro viene incautamente ucciso dal marinaio, su cui ora gravano le maledizioni dei compagni e quella dell’albatro stesso. La nave procede verso nord; gli eventi sono ancora realistici: il marinaio non è altro che un marinaio, tutto preso dalle vicende del mondo, le “storie del tutto”, di cui fa ancora parte. [Infatti le figure nel film, anche se sembrano irreali, sono ancora offuscate dalle parole, la lingua comune e ciò le ricollega alla realtà del mondo]

2- La regolarità del mondo è ora rovesciata e, sebbene i personaggi siano ancora affrancati alla realtà [le parole sono ancora sopra le figure], inizia a delinearsi una situazione di irrealtà: simmetricamente a quanto accaduto nella prima parte il sole, celato dalla nebbia, sorgendo a destra si rituffa a sinistra nel mare: il sole non è nettamente distinto dalla luna; l’albatro, ucciso ingiustamente, ricorda l’ingiusta morte di Cristo e quindi il simbolo della sua sofferenza, la croce; la nave, non più spinta dal vento, si ferma ed il mondo, la realtà, si ritira [le parole ora non ci sono più] e sopraggiunge un surreale silenzio; il cielo è ora color rame e i fuochi fatui-demoni iniziano a danzare rendendosi visibili e riportando mentalmente la ciurma all’inizio del viaggio, durante il quale “il ghiaccio formava figure strane, inumane”. L’acqua è verde, azzurra bianca e ardente e tutto si fa improvvisamente silente [pezzo nero finale], facendo riaffiorare alla mente del marinaio e degli altri l’uccisione
dell’albatro innocente [il suo corpo viene appeso al collo del marinaio come una croce]—->il quadro di Licini simboleggia il lutto nella sua poetica.

3- La calma è rotta dalla visione della macchia nel cielo, un’apparente salvezza, una nave che invece è un vascello fantasma e che apre una finestra verso la totale irrealtà [si vede la finestra] da cui la barca dei marinai passa quando Morte e Vita-in-Morte si giocano la sorte dei marinai e del Vecchio [si vedono i dadi e l’immagine grigia divisa a metà simboleggia Morte e Vita-in-Morte] ed è improvvisamente notte. Le anime dei marinai volano via [immagine di figure trasparenti che volano nel blu] poiché Morte ha vinto su di loro mentre la donna si è aggiudicata il Vecchio, cambiandone la sorte.

4- Il marinaio, rimasto solo, guarda luna e stelle [si vedono figure con gli occhi perché ricordano “lo sguardo”] e il cielo azzurro e riscopre gli animali marini. La loro bellezza rievoca, attraverso lo sguardo, la parola buona, che è ora lingua naturale, perché benedice ciò che vede. La parola è il mezzo attraverso il quale il Vecchio si riaffaccia sul mondo, allontanandosi dall’irrealtà [riscoperta della defunta parola, significato originario]. Il peso dell’albatro-croce-maledizione cade dal collo del marinaio e affonda nel mare, liberandolo.

5- Il contatto con il mondo sta per essere reinstaurato [infatti si vedono le parole sopra le immagini]. Queste parole sono anche le voci senza senso [audio rovesciato]delle chiacchiere dei marinai risvegliati dai demoni. Il marinaio pensa di essere morto e nella sua mente rimangono le immagini della luna e le voci dei compagni, che piano piano diventano il dolce suono di un flauto, che sale verso la luna, verso il cielo, il sole. I sensi umani sono ora tutti “riattivati”, riavvicinando il marinaio (e noi) al mondo concreto, sempre più reale. I marinai emettono un lamento e si alzano senza parlare. La nave inizia a muoversi anche se non c’è vento.

6- Gli spiriti “demoniaci” dei marinai abbandonano i corpi (ombre) e le anime (luce) si ricongiungono al sole e alla luna e, mentre il marinaio crede di essere morto nel sonno, il viaggio diviene velocissimo perché la nave viene spostata dai demoni, che, trasportando il Vecchio verso casa, presagiscono la sua sorte, che gli verrà poi comunicata dall’eremita che lo trarrà in salvo sulla scialuppa (la condanna del “raccontare” che è anche la sua metamorfosi da marinaio a poeta). Tutto ritorna come era prima. [ riallacciato alla realtà: ci sono paroline sopra a figure....]

7- Con un suono grave e orrendo la nave sprofonda nel mare, mentre il marinaio viene salvato da tre uomini su una scialuppa. Da uno di questi, l’eremita, riceve la condanna del “raccontare”[infatti l’ultimo personaggio che si vede è sempre il marinaio, ma trasformato in poeta; il mondo è la sua poesia] . Torniamo nel mondo reale, che questa volta è visto dall’alto, con occhi nuovi, sia dal marinaio che dal convitato [si vede il convitato sopra alle persone], poiché i personaggi non fanno più parte del “tutto” ma lo vedono dall’esterno, più consapevoli e più rattristati dalla realtà della parte. L’anima del Vecchio è volata sulla luna, lo spirito nel sole. Il marinaio è padrone di sé ma non della sua parola: egli è il nuovo messaggero, come lo era l’albatro [sovrapposizione albatro-croce e marinaio-poeta].

L’autrice - Ilaria Pezone

vive a Lecco e studia presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, indirizzo Multimediale.

Ha frequentato con ottimo profitto (100/100) il Liceo Artistico Statale Medardo Rosso di Lecco (progetto Leonardo).

Ilaria ha collaborato come stagista in una galleria d’arte a Milano, occupandosi di contattare artisti e di assistenza alla regia di video di presentazione per il pittore Gaetano Fracassio.

Dal 1998 partecipa a numerosi concorsi nazionali in ambito video e grafico, ottenendo premi e menzioni , tra cui:

2000: riprese e montaggio di un videoteatro dal titolo “Che senso ha”, partecipante al concorso indetto nel 2004 dal programma televisivo “Screensaver”, Rai3, sede di Torino: 5°posto;
2002
: realizzazione di un cortometraggio artistico dal titolo “Passi”, vincitore del concorso patrocinato dal Ministero della Pubblica Istruzione in occasione del grande raduno di Greenpeace all’Aja; proiezione del cortometraggio presso il raduno;
2003
: realizzazione di un documentario artistico dal titolo “Amandus, amabile formazione fluviale”, vincitore del Primo Premio al concorso nazionale “Corti in Valle 2003″, Valgreghentino, e del Secondo Premio al concorso nazionale “Vincenzo Zucchi”, per cortometraggi e fotografie, Mandello del Lario (LC);
2005
: realizzazione del documentario artistico “Distruzione.Rigenerazione.”, vincitore del Terzo premio al concorso “Corti in Valle 2005″, Valgreghentino;

30 aprile- 22 maggio 2005: esposizione di elaborati pittorici presso la Mostra Didattica dei migliori elaborati del Liceo Artistico, Torre Viscontea, Lecco, in occasione del ventennale di attività.
2006 progettazione della videoinstallazione “Wittgenstein” per esposizione intitolata “Experience designers” presso il Salone del mobile di Milano.

2006 realizzazione di due video musicali per Cansei De Ser Sexy in occasione del concorso indetto da QOOB tv. Proiezione dei video presso i Grandi Magazzini di Milano e Roma

Dal 26 Maggio al 29 Luglio 2007: rassegna di arte contemporanea “Carosello italiano”, a cura della galleria “Scoglio di Quarto” (Milano) e dell’Associazione culturale “Obiettivo Domani” (Biella). Esposizione del video “Leggerezza” presso Palazzo Boldini, Biella;

Dal 14 ottobre all’11 novembre 2007: la rassegna “Carosello italiano” si sposta a Palazzo della Vecchia Pretura di Castel Arquato: esposizione del video “Leggerezza”;

Dal 4 ottobre al 14 ottobre 2007: esposizione del video “Leggerezze e gravità” presso la Fabbrica del Vapore (via Procaccini 4, Milano), in occasione del “Salon I 2007- Giovani artisti dell’Accademia di belle arti di Brera espongono per la prima volta.”;
Dal 4 aprile 2008 : la rassegna “Carosello italiano” si sposta alla Casa dell’Energia AEM- Milano, piazza Po 3, in occasione del progetto artistico (Con)Temporary Art: esposizione del video “Leggerezza”;

Per maggiori info: Ilaria Pezone - web site