Personaggi

Osvaldo LiciniGiuseppe Marchiori
Uno dei maggiori critici d’arte italiani del nostro secolo, Giuseppe Marchiori, nacque a Lendinara nel 1901 in una famiglia che da diverse generazioni si interessava di arte e possedeva un cospicuo patrimonio artistico e librario.
Permeato da un tale spirito, Marchiori si dedicò sin da giovanissimo alla scrittura ed alla poesia, più tardi alla pittura, pur frequentando i corsi universitari di scienze politiche.
A partire dagli anni ’30 cominciò a collaborare con il “Corriere Padano”, dando inizio alla sua attività di critico, che lo portò ad incontrare e conoscere numerosi artisti italiani e stranieri del tempo…

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Osvaldo LiciniBernhard Degenhart
Bernhard Degenhart, nato a Monaco di Baviera nel 1907. Dal 1933 al 1939 lavorò in Italia presso il Kunsthistorisches Institut di Firenze e la Biblioteca Hertziana di Roma (Max Planck-Institut). Dal 1940 al 1946 Kustos dell’Albertina di Vienna, quindi dal 1949 al 1970 Conservatore e poi Direttore della Staatliche Graphische Sammlung di Monaco. Ritiratosi nel 1971 per attendere alla redazione del monumentale “Corpus” del disegno italiano iniziato a pubblicare nel 1968, ricevette il premio “Stiftung zur Förderung der Wissenschaften in Bayern” dalla Bayerische Akademie der Wissenschaften (1970), il dottorato honoris causa dell’Università di Monaco (1972); dal 1973 è Accademico Benemerito della insigne Accademia di San Luca in Roma.
Letterato studioso critico, che, in occasione della consegna del Premio Internazionale Galileo Galilei all’Università di Pisa, nell’ottobre del 1976, disse:”Ho seguito per anni molti - e credo tutti gli importanti - pittori e scultori italiani nella loro attività. Mi accontento di citare qui quelli che nel frattempo sono morti: Carrà, Severini, Balla, Morandi, Prampolini, Sironi, Casorati, Campigli, De Pisis, Viviani, Licini, Mafai, Magnelli.
Mi sento onorato, non è troppo se dico “benedetto”, che i più venerati di loro - Carrà, Licini, Morandi - mi degnarono della loro amicizia
“.

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Franco Simongini
Franco Simongini, regista, critico d’arte, poeta e narratore, ha lavorato alla RAI come giornalista e regista a partire dal 1961, collaborando alla realizzazione di programmi culturali quali “Arti e Scienze” e “L’Approdo” e poi ideando e curando in prima persona fondamentali serie di documentari d’arte, come “Ritratto d’autore” (1971-1977), presentato da Giorgio Albertazzi; “Artisti d’oggi” (1974-1993); “Come nasce un’opera d’arte” (1975-1976); “A tu per tu con l’opera d’arte” in collaborazione con Federico Zeri e con testi di Cesare Brandi. Nel corso degli anni Simongini ha stretto una lunga e profonda amicizia con molti artisti e con Giorgio de Chirico in particolare, nel segno di una comune passione per la poesia.

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Collezioni

Galleria d’Arte Contemporanea “Osvaldo Licini” (Corso Mazzini, 90 Ascoli Piceno)

Galleria d'Arte Contemporanea Osvaldo Licini Ascoli PicenoLa Galleria d’Arte Contemporanea “Osvaldo Licini” è ubicata al primo piano del complesso monumentale dell’ex convento di S. Agostino, risalente al XV secolo, dove hanno sede, in zone separate e indipendenti, anche la Biblioteca Comunale, un auditorium e altre sale multifunzionali. La struttura è collocata nel centro storico della città, lungo corso Mazzini n. 90, in area a traffico veicolare limitato. L’intero complesso è stato ristrutturato ed adeguato nel 1997/98. Ulteriori migliorie agli impianti ed alle strutture espositive sono state apportate negli
anni 2001/2002.
La galleria dedicata ad Osvaldo Licini, conserva dipinti del maestro marchigiano che ne documentano tutta la stagione artistica, dai paesaggi degli anni venti, alle tele astratte fino alle “Amalassunte” e agli “ Angeli Ribelli”.

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Centro Studi “Osvaldo Licini” (Corso Garibaldi, 3 Monte Vidon Corrado, AP)

Centro Studi Osvaldo LiciniIl Centro Studi “Osvaldo Licini”di Monte Vidon Corrado è nato su iniziativa del Comune, con delibera del Consiglio Comunale n. 16 del 31.01.1986 e grazie anche all’intervento della Regione Marche. Non ha fini di lucro ed ha lo scopo di promuovere ed attuare ricerche, studi, convegni, seminari, lezioni, pubblicazioni ed altre iniziative culturali, anche per conto terzi, tendenti a favorire la conoscenza e la valorizzazione dell’opera di Osvaldo Licini e dell’arte contemporanea. In particolare il Centro attiva scambi culturali con analoghe istituzioni a livello nazionale e internazionale, con le Università, le Accademie, i musei e le raccolte private, le gallerie.

Attualmente si sta svolgendo un ammodernamento del Centro Studi rafforzandone il ruolo di centro di raccolta di documentazione e di testimonianze su Licini: carteggi, volumi, cataloghi, articoli a stampa, fotografie, interviste. Si sta effettuando una catalogazione del materiale bibliografico e documentario già esistente e istituendo una rete di rapporti con archivi pubblici e privati che custodiscono documenti relativi a Osvaldo Licini,. E’ in allestimento anche una biblioteca specializzata che raccolga la bibliografia su Licini e sull’arte del Novecento italiano ed europeo.

Sono esposti in mostra permanente sessantatre disegni donati da Caterina Celi Hellström.

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Neri Marcorè consiglia una vacanza picena

Il modo migliore per non annoiarsi in vacanza è mettere assieme natura e cultura. Neri Marcorè suggerisce un itinerario nella sua regione: le Marche.
Oltre al mare, tra i piccoli paesi del piceno, Monte Vidon Corrado, città natale di Osvaldo Licini. Le caratteristiche del pittore marchigiano un tratto esile e discreto, gli aggettivi che rispecchiano i marchigiani.

[Fonte: Piero Dorfles, TG1 del 20 luglio 2008]


Osvaldo LiciniTesto critico

La mostra “Il segno marchigiano nell’arte del Novecento. Scipione, Licini, Cucchi” intende indagare le relazioni artistiche esistenti tra le ricerche dei tre artisti, con l’intento di metterne a fuoco le affinità stilistiche ed espressive legate alla loro capacità di creare un immaginario fantastico, sospeso tra sogno e realtà, che si nutre di suggestioni provenienti dalla particolare posizione geografica delle Marche, circondate dagli Appennini e affacciate sul mare Adriatico. Una “marchigianità” che si può identificare in una pennellata capace di coniugare insieme quotidianità e visione, mito e tradizioni popolari, cieli tersi e morbide colline che caratterizzano il paesaggio di una regione plurale che sembra sfuggire ad ogni definizione.
Nel catalogo della mostra testo critico di Federica Pirani

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Osvaldo LiciniEsposizione

Il Comune di Monte Vidon Corrado e il Centro Studi O. Licini organizzano la prima edizione del Premio di Fotografia “Le Terre di Licini”.
Il Premio ha come tema il paesaggio della Provincia di Ascoli Piceno, colto nella sua specificità naturalistica, culturale, antropologica e potrà essere interpretato secondo la più totale libertà espressiva e tecnica dell’autore.
Inaugurazione dell’esposizione sabato 12 luglio alle ore 18:00, presso la Pinacoteca Comunale, ex Chiesa di San Sebastiano a Falerone.

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Osvaldo LiciniPubblicazione

“Trascritture. Di Giacomo, Licini, Cangiullo, Farfa, Testori”. Il libro, condotto su esempi novecenteschi di citazione, reinvenzione, corrosione e dissoluzione di forme, codici, linguaggi, vuole essere una prova, misurata sulla concretezza di aspetti e momenti della modernità, dell’inquieta metamorfosi dei generi letterari. Intende soprattutto proporre la non frequente questione dell’interferenza dei generi e delle arti, in casi emblematici di violazione dei confini disciplinari, di “trascrittura“, nell’accezione più ampia, e ambigua, del termine, non solo dunque, come sosteneva Testori, di trasformazione dell’opera artistica in opera verbale e della critica d’arte nel genere letterario del romanzo…

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Osvaldo LiciniL’articolo ritrovato

“Osvaldo Licini visto da Giuseppe Marchiori”. Più volte ho scritto di Licini in varie occasioni nel nome di una fedele amicizia, durata fino alla sua morte (11 ottobre 1958). Oggi riprendo la penna per difendere la sua memoria di artista e di uomo onesto e leale. Licini ha sempre rifiutato ogni compromesso, chiudendosi nella solitudine del piccolo borgo marchigiano, dove era nato il 22 marzo 1894, mantenendo ferma la sua intransigenza estetica e morale fino al’ultimo giorno della sua vita. Gli fu assegnato, alla Biennale di Venezia, il premio internazionale per la pittura, l’unico della sua vita, e fu il primo ad esserne sorpreso.
La notorietà lo raggiunse all’improvviso, proprio nel momento in cui la sua salute declinava paurosamente. Tuttavia, nonostante la mortale stanchezza, Licini affrontò le ultime fatiche con un grande coraggio, ma alla fine ne fu stroncato…

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mostre Osvaldo LiciniMostre

Osvaldo Licini dalle Marche all’Europa - [ Ascoli Piceno - dal 18 aprile al 04 novembre 2008 ] Mostra monografica su OSVALDO LICINI presso il Polo Culturale di Sant’Agostino ricavato da uno splendido convento rinascimentale di Ascoli Piceno dal 18 aprile al 4 novembre 2008. Con questa esposizione si intende fare il punto sulla produzione pittorica del maestro piceno riunendo, oltre a quelli già presenti nella galleria Licini, circa sessanta dipinti provenienti da numerosi musei italiani e stranieri…

Osvaldo Licini da Monte Vidon Corrado. La stagione dei paesaggi: i dipinti, i disegni, l’epistolario - [ Monte Vidon Corrado - dal 18 aprile al 04 novembre 2008 ] Evento che si tiene presso il Centro Studi Osvaldo Licini di Monte Vidon Corrado dal 18 aprile al 4 novembre, e porta l’attenzione soprattutto sul primo Licini e per la prima volta approfondisce anche temi affettivi e più privati che ebbero un riflesso culturale importante sulla sua opera….

Educere Seducere [ Macerata - fino al 7 settembre 2008 ] La mostra affronta il tema della “seduzione” nell’arte italiana del Novecento. Una qualificata selezione di tele e sculture, estrapolate dalla collezione del museo di Palazzo Ricci, svela come l’arte contemporanea riesca ad affrontare questo soggetto….

Il segno marchigiano. Scipione, Licini, Cucchi [ Pesaro - fino al 14 settembre 2008 ] Per la prima volta vengono messi a confronto tre protagonisti dell’arte del XX° secolo, caratterizzati da un’espressività visionaria che viene fatta risalire alle loro origini in terra marchigiana: Scipione a Macerata, Osvaldo Licini a Monte Vidon Corrado (AP) e Cucchi a Morro d’Alba (AN)…..

Collezione “Maramotti” - [ Reggio Emilia - fino al 31 dicembre 2008 ] ln esposizione oltre duecento opere rappresentative delle principali tendenze artistiche italiane e internazionali dal 1945 a oggi, tra dipinti, sculture e installazioni, nella vecchia sede produttiva di Max Mara convertita in spazio espositivo.

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Galleria

Licini figurativo

Licini e l’astrattismo

Licini oltre l’astrattismo

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Contributi

Testi critici

Galleria d'Arte - mostra su Osvaldo LiciniLa Galleria d’Arte “Il Torchio”, nata nel 1986 con una proposta di arte classica e moderna. Fin dagli esordi ha rivolto una particolare attenzione alle opere dei grandi maestri del Novecento, con un occhio di riguardo all’aspetto primario della ricerca pittorica: disegni, gouaches, tempere e tecniche miste su carta. Nel febbraio del 2002 ha presentato una mostra monografica su Osvaldo Licini dal titolo: “Osvaldo Licini - Dipinti e Disegni“. Nel catalogo della mostra testo critico di Luciano Caprile.

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Galleria d'Arte - mostra su Osvaldo LiciniPer la prima volta vengono messi a confronto tre protagonisti dell’arte del Ventesimo Secolo, caratterizzati da un’espressività visionaria che viene fatta risalire alle loro origini in terra marchigiana: Scipione a Macerata, Licini a Monte Vidon Corrado (AP) e Cucchi a Morro d’Alba (AN).
La mostra intende indagare le relazioni artistiche esistenti tra le ricerche dei tre artisti, con l’intento di metterne a fuoco le affinità stilistiche ed espressive legate alla loro capacità di creare un immaginario fantastico, sospeso tra sogno e realtà, che si nutre di suggestioni provenienti dalla particolare posizione geografica delle Marche, circondate dagli Appennini e affacciate sul mare Adriatico. Una “marchigianità” che si può identificare in una pennellata capace di coniugare insieme quotidianità e visione, mito e tradizioni popolari, cieli tersi e morbide colline che caratterizzano il paesaggio di una regione plurale che sembra sfuggire ad ogni definizione.
Nel catalogo della mostra testo critico di Federica Pirani

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Galleria d'Arte - mostra su Osvaldo LiciniEssere marchigiani significa vivere profondamente un senso di appartenenza, anche se polemico o lacerante, al mondo delle origini, un radicamento ineliminabile nei luoghi di una terra forse meno vistosa di altre, ma capace di penetrare nel cuore come una lama, di agire prepotentemente sulla fantasia e sui sentimenti.
Le Marche sono una regione non esente da pluralismi, testimoniati dal suo stesso nome: ci si può interrogare, infatti, su quale rapporto possa esistere fra la connotazione aspra, laica e critica dell’ambiente urbinate (l’antica alterigia montefeltresca) e il clima saggiamente pratico, improntato a un’operosa capacità produttiva, delle province meridionali, originariamente timbrate in modo più netto dalla dominazione papale. Ma comune è il legame condizionante con la propria terra, anche quando si emigra a Roma, a Milano, a Parigi, a New York. Giorgio Franchetti, appassionato cultore d’arte, più marchigiano che veneziano, amava teorizzare un’antropologica “follia”, comune ad artisti connotati da strenuo individualismo, anarchismo, visionarietà, il cui parallelo letterario vedeva rappresentato nel protagonista della Macchina mondiale di Paolo Volponi, Anteo Crocioni. Una sorta di avversario messianico della civiltà contemporanea, frutto di un’immaginazione allegorica, incarnazione del disagio di vivere, anche se espressione di una volontà di rigenerazione in un universo nel quale l’utopia è sostenuta dalla forza del sogno.
Nel catalogo della mostra testo critico di Maria Teresa Benedetti

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Tesi e Seminari

Tesi e Seminari

Relazioni 5° Corso d’aggiornamento Storia e Beni Culturali.
Osvaldo Licini artista e scrittore“.
Pinacoteca Moretti di Civitanova Marche Alta

“Osvaldo Licini, artista e scrittore” - Relazione della Prof. Carla Carotenuto - lunedì 31 marzo 2008

Osvaldo Licini (Monte Vidon Corrado 1894 - Monte Vidon Corrado 1958) è considerato uno dei rappresentanti del surrealismo artistico.
La sua pittura spazia dalla figurazione, all’astrattismo, al surrealismo, sviluppando conoscenze e tecniche apprese in vari ambiti. Fondamentale è stato il periodo trascorso in Francia, a Parigi, a contatto in particolare con Pablo Picasso, Jean Cocteau, Amedeo Modigliani; interessante la partecipazione al “Gruppo degli astrattisti italiani”, gravitante attorno alla galleria milanese Il Milione. In genere una frequentazione intensa, documentata anche a livello letterario dalle lettere scritte da Licini a Umberto Boccioni, Giorgio Morandi…

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Licini e Leopardi“. - Relazione del Prof. Stefano Papetti - lunedì 17 marzo 2008

Il titolo dal forte impatto evocativo, amplificato anche dalla violenta allitterazione, con cui vennero editi nel 1974 gli scritti e le lettere di Osvaldo Licini, a ben guardare, non appare disdicevole nemmeno per definire con icastica brevità la figura di Giacomo Leopardi, nel segno di una affinità spirituale che, a un secolo di distanza, lega il poeta recanatese, nato da un aristocratica famiglia, al pittore piceno, nato da una modesta famiglia di contadini possidenti.
Ambedue “erranti”, Leopardi e Licini trovarono nel pendolarismo fra il natio luogo selvaggio e i più animati centri culturali dei rispettivi tempi una regione di vita; il rapporto conflittuale con il ristretto ambiente recanatese sviluppò in Leopardi un incontenibile anelito di fuga che lo portò a Roma, a Firenze, a Bologna, a Pisa e infine a Napoli, ma nelle lettere scritte ai familiari e nei rari rientri a Recanati non smetterà mai di manifestare la propria nostalgia per la lontananza dai luoghi del cuore e dalle persone amate. Non diversamente Licini, quando si è allontanato dalle Marche per recarsi a Parigi o in occasione dei viaggi in Svezia compiuti con la moglie, non trascura di scrivere agli amici, sempre confrontando ciò che emotivamente sperimenta all’estero con quanto lo lega alla patria lontana.

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Tesi di Laurea

Osvaldo Licini Pittore - Archetipi e Stile
Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali
Storia dell’Arte Contemporanea II (anno accademico 2003 -2004)

Presentata da Elena Piaggesi

Nel tentativo di rendere esaustiva questa ricerca si ritiene opportuno fornire strumenti idonei per una corretta ed appropriata lettura.
Quella che segue è un’ipotesi, supportata da approfonditi studi, di come e quanto un’evoluzione raramente svelata di carattere mitico-mistica abbia influenzato l’opera di osvaldo Licini e di come questa possa essere ritenuta un’alternativa chiave di lettura per una cospicua parte del lavoro dell’artista.
Un’ipotesi nata dalla constatazione, affatto scontata, che Licini non è un pittore italiano; senonché rare volte si è servito di alcuni canali di fruizione sorti in seno a quella cultura artistica.

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Tesi di Laurea

Osvaldo Licini - Dalla dinamica del segno all’atemporalità del mito
Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali
Storia dell’Arte Contemporanea (anno accademico 2006 -2007)

Presentata da Rosa Riggio

L’arte, suo malgrado, rimanda sempre al reale, anche quando questi non viene espressamente citato, o non ne costituisce l’oggetto. In alcuni casi emerge per contrasto, ricreando la sua ombra. Zeno Birolli afferma che Osvaldo Licini non ha mai rinunciato al rapporto con il reale. Se vogliamo, ciò appare impossibile per chiunque, in ogni tempo, si accinga ad intraprendere un qualsivoglia percorso artistico. Denys Riout dichiara:

Dalle pitture preistoriche ai quadri fauve o alle costruzioni cubiste, tutte le opere d’arte di una qualche importanza rimangono, in un modo o nell’altro, subordinate alle apparenze del mondo visibile.

Questo è tanto più vero quanto più l’artista vuole ritrarre un mondo altro rispetto al visibile, dopo magari essersi esercitato a rappresentare, della realtà, struttura e composizione. Così, nel rapporto tra reale e irreale, quindi tra oggetto e la sua assenza, l’arte ha messo continuamente in discussione le proprie finalità, recuperando magari oggetti non ascrivibili al tradizionale contenuto artistico. L’esperienza di Licini si conclude nel 1958.

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Scritti liciniani

Scritti liciniani

Per ciò che riguarda il mio lavoro sarà bene aspettare, bisogna avere pazienza. La mia ora non è suonata. Una irrevocabile decisione è stata presa: di non esporre, di non mostrare, di non vendere per tutta la durata della guerra. Da Milano giungono pressioni e lusinghe di ogni specie, ma io, duro. Da due anni sto accumulando materiali, materiali. Fra poco sarò pronto per la mia ultima avventura; la vera, la decisiva. Che un vento di follia totale mi sollevi! Darò tutto o morte
In questo modo Osvaldo Licini comunicava a Giuseppe Marchiori nell’aprile del 1949 la sua irrevocabile decisione di “distaccarsi” momentaneamente dall’ambiente artistico a causa dell’avvicinarsi della guerra.
L’impegno di questi anni inquieti e appassionati si concretizza nella serie delle Amalassunte, misteriose rappresentazioni dagli echi contemplativi e cabalistici, poetiche raffigurazioni della luna che Licini amava così descrivere: “Amalassunta è la luna nostra bella, garantita d’argento per l’eternità, personificata in poche parole, amica di ogni cuore un poco stanco“.
(cit. in G. Marchiori, I cieli segreti di Osvaldo Licini, Milano 1968, pag. 26)

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Piccola bibliografia

Bibliografia

I cieli segreti di Osvaldo Licini.

Titolo: I cieli segreti di Osvaldo Licini.
Col catalogo generale delle opere. 36 tavole a colori e 680 illustrazioni in nero.

Autore: Giuseppe Marchiori
Editore: Alfieri
Luogo di edizione: Venezia
Genere: Catalogo generale
data publ.: 1968

Erotico errante eretico

Titolo: Errante, erotico, eretico.
Gli scritti letterari e tutte le lettere.

Autore: Osvaldo Licini
A cura di: Gino Baratta, Francesco Bartoli, Zeno Birolli
Consulenza grafica: Claudio Olivieri
Editore: Feltrinelli
Luogo di edizione: Milano
Genere: Scritti letterari - Lettere
data publ.: 1974

Erotico errante eretico

Titolo:Licini. Opere 1913-1929. Catalogo della mostra (Brescia, 18 ottobre 2006-19 gennaio 2007)
A cura di: D’Amico F.; Goldin M.
Editore: Linea d’Ombra Libri
Luogo di edizione: Milano
Genere: Catalogo mostra
data publ.: 2006
Acquista da IBS Italia

Osvaldo Licini - riflettografia infrarossa

Titolo:Tracce disperse e segni nuovi. Osvaldo Licini attraverso la riflettografia infrarossa
Autore: Mattia Patti
Editore: Scuola Normale Superiore
Luogo di edizione: Pisa
Genere: Ricerca
data publ.: 2006
Acquista da IBS Italia

Chagall-Licini

Titolo:Chagall-Licini e il sopra-naturale
Curatore: Vescovo M.
Editore: Skira
Luogo di edizione: Milano
Genere: Catalogo mostra
data publ.: 2001
Acquista da IBS Italia

 Osvaldo Licini

Titolo:Osvaldo Licini secondo noi…
Curatori: Bruno Lorenzelli e Matteo Lorenzelli
Editore: Skira
Luogo di edizione: Milano
Genere: Catalogo mostra
data publ.: 2001
Acquista da IBS Italia

Cenni biografici

Osvaldo Licini

1894
Nasce il 22 marzo a Monte Vidon Corrado (Ascoli Piceno)

1908
Entra all’Accademia di Belle Arti di Bologna, dove ebbe per compagni Giorgio Morandi, Mario Bacchelli, Giacomo Vespignani e Severo Pozzati

1913
Partecipa alle serate Futuriste a Modena

1914
Espone alla mostra Collettiva Futurista allestita nei sotterranei dell’Hotel Baglioni di Bologna con Morandi, Bacchelli, Vespignani e Pozzati.
Si trasferisce all’Accademia di Belle Arti di Firenze

1915
Partecipa come volontario alla I Guerra Mondiale

1916
Nel Podgora resta ferito gravemente ad una gamba. All’Ospedale militare di Firenze incontra la crocerossina Beatrice Müller, dalla quale avrà il figlio Paolo.

1917
A Parigi in convalescenza presso la madre.
Presente alla famosa première di Parade al Teatro dello Châtelet di Parigi battendosi per Picasso e Cocteau, da lui conosciuti al Caffè della Rotonde, insieme a Modigliani, Kisling e Soutine. Di Modigliani diviene amico e partecipa con lui a discussioni con artisti e poeti d’avanguardia

1920/23
Soggiorna in Costa Azzurra dove si dedica alla pittura di paesaggio. Espone a tre Salons d’Automne e a tre Salons des Indépendents

1924
Personale presso lo studio Lannes di Parigi

1926
Partecipa con tre opere alla I Mostra del Novecento Italiano a Milano (una sua natura morta viene acquistata da Mussolini per mille lire).
Si stabilisce in Italia con la moglie, la pittrice svedese Nanny Hellstrom, sposata nel 1925. Si ritira a Monte Vidon Corrado dove vive come un eremita sino alla morte, ma con frequenti viaggi a Parigi, in Svezia e in altri paesi europei

1927
Espone ad Amsterdam alla Mostra d’Arte Contemporanea Italiana

1928
Espone alla collettiva “Les artistes italiens de Paris” presso il teatro Louis Jouvet di Parigi.

1929
Espone alla II Mostra del Novecento Italiano a Milano

1930
Realizza i primi dipinti astratti.
Espone alla Mostra d’Arte Italiana Contemporanea a Berna e Basilea

1931
Espone alla I Quadriennale Nazionale d’Arte di Roma.
Partecipa alla Mostra d’Arte Italiana a Zurigo, Copenaghen, Helsidorf, Parigi, Stoccolma

1932
Espone alla Mostra d’Arte Italiana a Oslo

1933
Vince il primo premio per la pittura al Concorso Savoia Bramante

1934
Viene fondato presso la Galleria del Milione di Milano il gruppo degli astrattisti italiani composto da Licini, Fontana, Reggiani, Soldati, Veronesi, Melotti e Ghiringhelli

1935
Partecipa alla II Quadriennale romana.
Espone con il gruppo degli astrattisti alla “Prima mostra collettiva di arte astratta italiana” nello studio di Casorati e Paolucci a Torino.
Personale alla Galleria del Milione con 37 dipinti ed alcuni disegni (dal 1909 al 1934).
Viaggia molto da Göteborg a Parigi dove visita un gran numero di studi e di mostre e conosce molti artisti: da Kandinsky a Magnelli, da Herbin a Kupka.

1936
Espone alla Galleria d’Arte Bragaglia di Roma. In segno di protesta, viene sfregiata l’opera “Castelli in aria” da un visitatore.
Partecipa alla Mostra di pittura moderna italiana presso Villa Olmo a Como

1937
Espone alla collettiva “20 firme” alla Galleria del Milione di Milano

1938
Firma il manifesto di Marinetti per la linea Italiana dell’Arte

1939
Espone alla III Quadriennale di Roma con Radice, Rho e Soldati nel padiglione dei futuristi

1940
Partecipa ad una collettiva nella sede del giornale La Nazione

1941
Firma il manifesto del gruppo Primordiali Futuristi
1942
Conosce il giovane pittore Wladimiro Tulli ed insieme frequentano il circolo culturale “il Cantinone” di Macerata.

1943
Presente nel catalogo di una collettiva organizzata a Como da Maria Cernuschi Ghiringhelli.

1944
Accetta la rappresentanza del Partito Comunista italiano nel Comitato di liberazione locale.

1945
Inizia a dipingere la serie delle Amalassunte.

1946
Viene eletto sindaco di Monte Vidon Corrado.
Espone alla Mostra d’Arte Contemporanea di Ancona

1947
Riprende i viaggi nel nord Europa.

1948
Dopo la parentesi della II Guerra Mondiale espone alla XXIV Biennale di Venezia

1950
Partecipa alla XXV Biennale di Venezia con le nove più belle Amalassunte. Vince un premio minore (100.000 Lire) conferitogli dalla Compagnia italiana grandi alberghi.
Espone al I Premio Fiorino a Firenze

1951
Espone alla Mostra Storica dell’Astrattismo Italiano alla Galleria Bompiani di Milano.
Espone alla I Biennale d’Arte di S. Paolo del Brasile

1952
Espone a Torino alla I mostra Pittori d’oggi Italia-Francia con 31 opere inedite

1953
Espone alla Mostra d’Arte Italiana Contemporanea a Stoccolma ed Helsinki

1954
Espone alla Mostra nazionale d’Arte astratta organizzata a Macerata.
Espone alla Mostra d’Arte Italiana Contemporanea a Londra.

1955
Partecipa alla mostra Maestri e giovani presso la Galleria Apollinaire di Milano

1957
Espone alla Galleria Blu di Milano.
Partecipa alla mostra 30 anni di Arte Astratta a S. Etienne

1958
Personale al Centro Culturale Olivetti di Ivrea composta da 62 opere.
Partecipa con una personale alla XXIX Biennale di Venezia dove ottiene il Gran Premio Internazionale per la Pittura.
Muore a Monte Vidon Corrado l’ 11 Ottobre.

Osvaldo LiciniOsvaldo LiciniOsvaldo LiciniOsvaldo LiciniOsvaldo LiciniOsvaldo LiciniOsvaldo LiciniOsvaldo LiciniOsvaldo LiciniOsvaldo LiciniOsvaldo LiciniOsvaldo LiciniOsvaldo LiciniOsvaldo LiciniOsvaldo LiciniOsvaldo LiciniOsvaldo LiciniOsvaldo Licini