Tesi e Seminari

Tesi e Seminari

Relazioni 5° Corso d’aggiornamento Storia e Beni Culturali.
Osvaldo Licini artista e scrittore“.
Pinacoteca Moretti di Civitanova Marche Alta

“Osvaldo Licini, artista e scrittore” - Relazione della Prof. Carla Carotenuto - lunedì 31 marzo 2008

Osvaldo Licini (Monte Vidon Corrado 1894 - Monte Vidon Corrado 1958) è considerato uno dei rappresentanti del surrealismo artistico.
La sua pittura spazia dalla figurazione, all’astrattismo, al surrealismo, sviluppando conoscenze e tecniche apprese in vari ambiti. Fondamentale è stato il periodo trascorso in Francia, a Parigi, a contatto in particolare con Pablo Picasso, Jean Cocteau, Amedeo Modigliani; interessante la partecipazione al “Gruppo degli astrattisti italiani”, gravitante attorno alla galleria milanese Il Milione. In genere una frequentazione intensa, documentata anche a livello letterario dalle lettere scritte da Licini a Umberto Boccioni, Giorgio Morandi…

continua

______________________________________________________________

Licini e Leopardi“. - Relazione del Prof. Stefano Papetti - lunedì 17 marzo 2008

Il titolo dal forte impatto evocativo, amplificato anche dalla violenta allitterazione, con cui vennero editi nel 1974 gli scritti e le lettere di Osvaldo Licini, a ben guardare, non appare disdicevole nemmeno per definire con icastica brevità la figura di Giacomo Leopardi, nel segno di una affinità spirituale che, a un secolo di distanza, lega il poeta recanatese, nato da un aristocratica famiglia, al pittore piceno, nato da una modesta famiglia di contadini possidenti.
Ambedue “erranti”, Leopardi e Licini trovarono nel pendolarismo fra il natio luogo selvaggio e i più animati centri culturali dei rispettivi tempi una regione di vita; il rapporto conflittuale con il ristretto ambiente recanatese sviluppò in Leopardi un incontenibile anelito di fuga che lo portò a Roma, a Firenze, a Bologna, a Pisa e infine a Napoli, ma nelle lettere scritte ai familiari e nei rari rientri a Recanati non smetterà mai di manifestare la propria nostalgia per la lontananza dai luoghi del cuore e dalle persone amate. Non diversamente Licini, quando si è allontanato dalle Marche per recarsi a Parigi o in occasione dei viaggi in Svezia compiuti con la moglie, non trascura di scrivere agli amici, sempre confrontando ciò che emotivamente sperimenta all’estero con quanto lo lega alla patria lontana.

continua

______________________________________________________________

Tesi di Laurea

Osvaldo Licini Pittore - Archetipi e Stile
Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali
Storia dell’Arte Contemporanea II (anno accademico 2003 -2004)

Presentata da Elena Piaggesi

Nel tentativo di rendere esaustiva questa ricerca si ritiene opportuno fornire strumenti idonei per una corretta ed appropriata lettura.
Quella che segue è un’ipotesi, supportata da approfonditi studi, di come e quanto un’evoluzione raramente svelata di carattere mitico-mistica abbia influenzato l’opera di osvaldo Licini e di come questa possa essere ritenuta un’alternativa chiave di lettura per una cospicua parte del lavoro dell’artista.
Un’ipotesi nata dalla constatazione, affatto scontata, che Licini non è un pittore italiano; senonché rare volte si è servito di alcuni canali di fruizione sorti in seno a quella cultura artistica.

prossimamente online

______________________________________________________________

Tesi di Laurea

Osvaldo Licini - Dalla dinamica del segno all’atemporalità del mito
Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali
Storia dell’Arte Contemporanea (anno accademico 2006 -2007)

Presentata da Rosa Riggio

L’arte, suo malgrado, rimanda sempre al reale, anche quando questi non viene espressamente citato, o non ne costituisce l’oggetto. In alcuni casi emerge per contrasto, ricreando la sua ombra. Zeno Birolli afferma che Osvaldo Licini non ha mai rinunciato al rapporto con il reale. Se vogliamo, ciò appare impossibile per chiunque, in ogni tempo, si accinga ad intraprendere un qualsivoglia percorso artistico. Denys Riout dichiara:

Dalle pitture preistoriche ai quadri fauve o alle costruzioni cubiste, tutte le opere d’arte di una qualche importanza rimangono, in un modo o nell’altro, subordinate alle apparenze del mondo visibile.

Questo è tanto più vero quanto più l’artista vuole ritrarre un mondo altro rispetto al visibile, dopo magari essersi esercitato a rappresentare, della realtà, struttura e composizione. Così, nel rapporto tra reale e irreale, quindi tra oggetto e la sua assenza, l’arte ha messo continuamente in discussione le proprie finalità, recuperando magari oggetti non ascrivibili al tradizionale contenuto artistico. L’esperienza di Licini si conclude nel 1958.

prossimamente online

______________________________________________________________